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Una storia di emigranti
La storia di Lenola, come quella di tanti paesi meridionali, è segnata nel secolo appena trascorso dal fenomeno dell'emigrazione dei suoi ceti più deboli. Espulsi ad ogni acuirsi delle difficoltà di una condizione economica per la verità apparsa quasi sempre precaria. Ogni volta è toccato alle sue forze migliori, alle braccia più forti, seguendo spesso il richiamo e l'esempio di amici, di familiari, ma anche alla ricerca coraggiosa di un qualcosa che comunque potesse portarli via da una condizione subalterna e provare a ricominciare.
Si è detto l'emigrazione è storia di affrancamento ed al tempo stesso di sofferenza.
Alle considerazioni e motivazioni di ordine sociale si sono uniti drammi, storie, lacerazioni, sentimenti del tutto soggettivi e particolari.
Per questo la voglia di capire e raccontare è forte e contagiosa.
Un sito internet, (www.ellisisland.org), ci ha improvvisamente restituito pagine di diari di bordo con le liste dei passeggeri compilate da scrupolosi ufficiali che annotavano a fianco il luogo di origine, definito come Lenola, Senola, Lenela, e perfino il colore dei capelli, qualche cicatrice, i riferimenti dei parenti nel paese di origine e di arrivo, il costo del biglietto. Sono spuntati come funghi tanti nomi, che a piccoli gruppi, costantemente e sempre più numerosi dal 1894 hanno cominciato la grande avventura.
Giovanni a 17 anni già sposato che dà come riferimento a New York il parente al n° 34 di via Mulberry Street, o Mario che a 42 anni va a trovare il fratello a Bernardsville con la nave Alesia partita da Napoli il 28 aprile e approdata alla costa americana dopo 21 giorni di mare.
Abbiamo voluto saperne di più. Abbiamo aperto e consultato le vecchie carte dell'archivio comunale.
Ascoltare i protagonisti, registrare le voci dei figli , di qualcuno ancora vivente, dei
primi emigranti. |
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